Amavo il Natale.

Sono due anni ormai che l’albero è in una scatola di cartone impolverata sopra l’armadio della camera da letto. E i rami incastrati tra di loro e il filo di ferro piegato e nudo, il fondo coperto dagli aghi di plastica che si sono staccati, durante quei giorni di festa. E le mele dorate dell’Ikea,  le stelle. Mi chiedo dove siano finite le stelle. Se da qualche parte brillano ancora con la loro pelle di alluminio incollato male. I voli delle undici, quando si arrivava a casa tardi con un taxi, una casa fredda da fare schifo, e bastava la spina inserita delle luci comprate in offerta e un paio di occhi, che il cuore si riscaldava ed era Natale. I dischi di Frank Sinatra e Nat King Cole.

Non ho mai creduto realmente. In un Dio, in una grotta con una culla. Ma mi piaceva pensare che fosse un momento in cui tutti quanti potevano riscoprire la fede.  Fede intesa come la speranza, la voglia di credere in qualcosa, magari in qualcuno. La speranza che nella vita sarebbe andato tutto per il meglio. La forza di inseguire un sogno, la voglia di scoprire l’amore anche quando è difficile, il desiderio di riavvicinarsi a persone scomparse nei meandri del tempo, la necessità di perdonare anche. Abbracciare un padre, una madre, e riuscirsi anche a dire parole rimaste incastrate tra i denti e i giorni tutti uguali, parole semplici come ti voglio bene. È importante l’affetto, non dimenticatelo mai. È una cosa a cui bisogna fare sempre attenzione. È brutto guardare quelle inutili albe, in cui le luci per strada illuminano ad intermittenza l’asfalto bagnato di pioggia, e non sentire calore, ma solo il freddo di un vetro davanti. Non lasciate gli alberi nelle scatole di cartone, ma prendeteli e anzi, quest’anno fatene uno ancora più alto e pieno di mele e di tutto quello che di bello trovate. Lasciate che il cuore si riempia d’amore e vi costringa a buttare fuori tutte quelle parole e quei gesti che il tempo e i giorni hanno sepolto sotto i vostri pensieri. Che se là fuori esiste un Dio, e una fede e una culla e tutto il resto, la loro importanza è questa. Sono belle le stelle sugli alberi.