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Sette Hp5 da sviluppare, 252 foto circa, le tasche piene zeppe non di sassi ma di fazzoletti, l’ennesimo raffreddore.
La valigia con lo strato superiore riempito fino a scoppiare, di salsiccia piccante e ceci neri, di scamorza e di focaccia con le patate.
È il momento di partire.
Ho camminato tanto in questi pochi giorni, tra le strade piene di gente, tra i turisti accaldati e le guide improvvisate, tra gli anziani al mercato e gli anziani nel corso, tra i militari, la protezione civile, le transenne e le strade chiuse male, gli spartitraffico inseriti alla rinfusa, le bandierine di plastica della festa ormai scolorite e strappate sui balconi sporchi. Tra le chiese, i souvenir, le persone con la testa all’insù e i bambini che correvano disperati.
Non credo che questa città sia pronta per tutto questo, non credo lo sarà mai. Ma non in senso negativo, è solo un vestito che non le sta bene, è un trucco vistoso messo su in fretta nel bagno di un Autogrill in un giorno caldo e afoso, proprio non sta su. Nello stesso tempo sono felice, in qualche modo, che le persone ne rimangano colpite ed estasiate, spero solo che i Tg inizino anche un po’ a parlare delle bellezze nascoste di Poggiorsini, tutto qui. Avevo bisogno di guardarla senza vestiti questi giorni, Matera, per sentirla di nuovo vicina, per sentirla parte di me come sempre. E ci sono riuscito, ed è stato bello sentirmi di nuovo a casa.
Credo sia questo, uno dei grandi meriti della fotografia: avvicinare i nostri occhi e il nostro cuore a qualcosa da cui ci sentivamo distanti e collegarci, parlarci sotto voce e con sincerità, confidarci come due vecchi amici che non si salutavano più perchè la vita è così e non ci siamo trovati, non c’era tempo, non mi ha visto e la prossima volta, l’ho trovato così così, cos’avrà, poi lo chiamo e chissà che fa.
È bello ritrovarsi, e anche dirsi ti voglio bene.
Lei, con il suono delle campane a mezzogiorno e il tufo sgretolato che vola negli occhi, io con la testa e il cuore dentro la m6 e un sorriso timido nascosto lì sotto. Siamo fatti così.
Matera, Aprile 2019.