PARIS, TODAY

‘È un fiume di gente, è il cuore pulsante dell’umanità, è il sistema cardiovascolare che ti si srotola sotto gli occhi. Tutto quello che devi fare è scegliere la tua arteria e farti portare dritto al cuore di questo mistero della nostra esistenza. Tutto così, in una sola notte.
T’ingollano le grandi città. Lo fanno con la violenza con cui i barboni ingollano il gin, avidi e disperati; ancora più veloci delle ruote gommate del metrò. E ti dimenticano. In fretta. T’ingollano e ti sputano fuori, quand’è il momento, con la noncuranza di chi butta le cicche al bordo del marciapiede, spegnendole con la punta dello stivale per non lasciar traccia.’
Ho cercato di raccontare Parigi oggi, nella maniera più asciutta possibile, eliminando qualsiasi facile richiamo ai mille dipinti che l’hanno ritratta negli anni, alla vita Bohème, all’odore incessante di burro che le mille Boulangèrie riversano per le strade. Ho osservato gli occhi della gente, gli ho descritti in bianco e nero, nella maniera più nitida e reale possibile.


‘It’s a river of people, it’s the pulsing heart of the human race, it’s a cardiovascular system unraveling right in front of you. All you got to do is pick your own artery and let it take you right at the heart of this mystery of our existence.Just like that, all in one night.
Big cities. They swallow you up violently, as a desperate homeless knocking back his gin, angry and greedy, faster than this subway’s rubber tires. They swallow you up and they spit you out when it’s time to go, careless and cold, as a cigarette stub thrown on the sidewalk and put out under a boot’s tip.’
I’ve tried to show Paris as is today, as dry as possible, trying to stay out of the thousands clichés this city brings within itself, differently from the paintings that showed us Paris in the years, the Bohemian life, the butter smell pouring out of the boulangeries. I’ve stared at people’s eyes, showing them in black and white as clean as possible.